L'INDUISMO
L'Induismo è una delle religioni più antiche del mondo. Il suo termine deriva da Indù, parola che definiva le popolazioni che abitavano le rive del fiume Indo.
Non è una religione rivelata, ma il risultato di una continua evoluzione religiosa e sociale dell'India, che si afferma come religione dei 'Veda', antichi testi sacri redatti tra il 2000 e 1000 a.C., caratterizzata dalla presenza di numerose divinità e dal predominio della potente casta sacerdotale dei Bramini.
Si evolve poi tra il 900 e 400 a.C. in Brahmanesimo, da cui deriva l'Induismo, che si ispira invece al principio dell'Assoluto, di Brahman o Essere supremo, Energia dell'Universo.
Nel cielo dell'Induismo, Brahman, che permea l'universo, assume il triplice aspetto di Brahma il Creatore, di Vishnu il conservatore e di Shiva il distruttore.
I PRINCIPI BASE DELL'INDUISMO SONO:
- il rispetto dei Veda che affermano la natura divina dell'uomo;
- la pratica della tolleranza;
- la credenza che l'universo sia in continua evoluzione con il susseguirsi delle fasi della creazione, conservazione
e distruzione;
- il principio della reincarnazione.
Il fulcro dell'Induismo è la sete di conoscenza di Brahman. La sua natura è identica all' Atam, principio divino che anima ogni singolo individuo, ma di cui è inconsapevole.
Il fine ultimo cui anela ogni individuo è la conoscenza del suo Atam, il congiungimento e il dissolvimento della sua anima nell'Universo (Il Nirvana).
Le forze che si interpongono sono il Karma e il Samsara, cui è soggetta l'esistenza terrena.
Secondo la concezione indiana ogni attività è generata dal desiderio che costituisce lo stimolo che muove ogni azione.
La qualità più o meno buona dell'azione determina il Karma che allontana l'anima dalla conoscenza e perfezione, si accumula su di essa costringendola a reincarnarsi per pareggiarlo. Il Karma negativo richiederà all'individuo di affrontare travagli e sofferenze. Il Karma positivo verrà compensato da una rinascita che avrà una valenza spiritualmente superiore.
Il ciclo delle rinascite è chiamato Samsara e da esso si può uscire solo se l'anima non si sia lasciata asservire nella vita, dall'illusione o Maya che sempre affascina e confonde ogni essere.
Per interrompere il ciclo delle rinascite, l'individuo deve vivere in modo da non accumulare ulteriore Karma, sia esso positivo o negativo.
Quando l'anima esaurisce tutto il Karma giunge infine alla liberazione o Moksha, stadio che conduce al Nirvana o al suo dissolvimento nell'Universo. Molteplici sono le vie e mezzi che l'uomo ha a disposizione per realizzarlo e tutti validi e sono:
- agire senza fini egoistici;
- praticare la non violenza;
- rispettare gli insegnamenti contenuti nei libri sacri;
- la meditazione.
L'antica dottrina individua, inoltre, nello sviluppo della vita terrena d'ogni indù, tre stadi, che devono svilupparsi armonicamente assolvendo le seguenti attività:
Artha: il raggiungimento del benessere, da cui trarre insegnamenti;
Kama: il piacere dei sensi finalizzato alla conoscenza del divino che è in noi;
Dharma: il dovere inteso in senso religioso che impone di procedere sempre sulla retta vita.
Dei tre stadi il Dharma è sicuramente 'il fondamentale' con profondo e radicale senso
religioso.
Esso impregna e disciplina la vita degli indù e detta anche le regole sociali come la divisione in gruppi o
caste della società composta di:
Bramani: è la casta più elevata, vi appartengono i sacerdoti di Brama, depositari della
sapienza divina, anello di congiunzione tra Dio e gli uomini, secondo la tradizione usciti dalla testa della divinità
Kshatrya: formata da guerrieri e nobili, usciti dalle braccia di Brahma;
Vaishya: sono i mercanti usciti dal ventre divino;
Sudra: vi appartengono i fuorisciti da piedi, gli addetti ai lavori più umili.
Infine vengono i Paria, i fuori casta ai quali non viene riconosciuto il diritto all'esistenza perché
non sono considerati uomini
Appartenere ad una casta impone l'osservanza di specifici doveri, necessari per migliorare il proprio Karma. La società
ha subito nei secoli successive suddivisioni in numerose case e sottocaste che continuano ad esistere anche se non più
riconosciute dal Governo.
I TESTI SACRI FONDAMENTALI DELL'INDUISMO SONO:
- I Veda
- i Brahmana, commenti dei Veda;
- gli Aranyaka, o libri "della foresta";
- le Upanishad, commenti filosofici
- il Mahabharata, un poema, che contiene la Bhagavad-Gita, poema sulle questioni morali.
- il Ramayana, un'opera che narra la storia di Vishnu.
- i Purana raccolte di miti e leggende.
IL BUDDISMO
Il Buddismo nasce in India e si sviluppa come sentiero non ortodosso, dal Bramanesimo, a seguito delle predicazioni di Buddha, che pose alla base della sua dottrina il dolore come esperienza presente nel destino dell'uomo, indicandone le cause e il percorso da seguire per giungere alla liberazione.
Il fondatore del buddismo Gautama Siddhartha detto Buddha, che visse tra il 563 a.C ed il 483 a.C, nacque dalla ricca e
nobile famiglia di Gotama, della stirpe dei Sakya, da cui prese il nome Sakyamuni.
Visse la sua giovinezza negli agi del palazzo senza conoscere la sofferenza. A ventinove anni la vista di un malato, di un
vecchio e delle spoglie di un uomo, gli fanno comprendere il dolore e la precarietà della sua vita; abbandona la moglie
il figlio e gli agi delle vita di palazzo per dedicarsi ad una vita di meditazione ed ascesi.
Per qualche anno segue gli insegnamenti di due maestri spirituali, Kalama e Ramaputra, che in seguito abbandona per dedicarsi,
da solo, alla ricerca della Liberazione.
Un giorno mentre meditava sotto un albero raggiunse l'Illuminazione " (Buddha, infatti, significa "illuminato"
o "risvegliato") e conobbe la causa del dolore e della sofferenza e come eliminarla. Da allora venne chiamato
Buddha, e cominciò a predicare e continuò a farlo per circa quarant'anni seguito da molti discepoli.
Buddha pur non negando il concetto di un Dio o Brama, che i sacri testi vedici affermavano, ritiene che la vita sia dolore,
tema centrale della sua dottrina che poggia su quattro Nobili Verità:
- La prima Verità rende consapevoli che l'esistenza è compenetrata dal dolore che nasce da malattia, separazioni, eventi luttuosi o semplicemente quando è impossibile allontanare da noi ciò che è spiacevole e ottenere ciò che si desidera.
- La seconda Verità fa comprendere che la sofferenza che si sperimenta non proviene dal mondo esterno o dal destino, ma è causata dalla ricerca della felicità e dai desideri.
- La terza Verità indica che è possibile eliminare la sofferenza annullando l'ignoranza che ci radica al desiderio.
- La quarta Verità mostra il cammino da percorrere per arrivare a eliminare l'ignoranza, causa del dolore, e dà le indicazione per seguire il Nobile Ottuplice Sentiero.
Secondo la dottrina buddista tutto ciò che appare è privo di una propria essenza eterna. Esiste solo un
eterno divenire che rinnova continuamente il mondo, mosso dall'energia dalle azioni che individui di vite precedenti hanno
sprigionato e che è diventata la causa di ogni cambiamento.
La vita è un alternarsi continuo di periodi che si contrappongono, che ubbidiscono ad una legge cosmica, scevra da
ogni intervento divino, che non è assente, ma lontano nel suo cielo, distante dalla realtà terrena.
L'uomo partecipa a questo divenire, rinascendo continuamente, infatti, quando il corpo fisico muore, dell'individuo resta un
nucleo, in cui si sedimenta la conoscenza di tutto ciò che egli ha sperimentato nelle vite precedenti.
Questo residuo è il Karma, è l'eredità che porterà nelle successive incarnazioni e di cui non
ricorderà nulla e quando s'incarnerà, si manifesterà come desiderio di vita.
Desiderio che nasce, perché ignora l'antica?conoscenza dello spirito. E l'ignoranza causerà dolore, che
potrà eliminare attingendo forza dall'Ottuplice Sentiero, che insegna a mettere in pratica:
- La Retta Opinione che non deve essere influenzata o inquinata dalla piacevolezza che una situazione o una persona può arreca;
- Il Retto Giudizio che tiene conto della retta opinione quando deve esprimersi, evitando ogni preconcetto o idea non veritiera;
- La Retta Parola, per esprimersi correttamente, senza essere mendace o ipocrita;
- La Retta Azione per evitare di causare sofferenza ad altri e a se stessi;
- I Retti Mezzi di Sussistenza da ricercare, che occorrono per operare bene e conquistare la giusta posizione che è chiamato a vivere nel mondo
- Il Retto Sforzo ci deve aiutare a sforzarci di cambiare quelle che sono le inclinazioni che ci derivano dal Karma.
- La Retta Consapevolezza, ossia mantenere attiva la mente e la nostra memoria sempre vigile per non dimenticare quello che abbiamo fatto e appreso, collegando sempre il presente col passato
- La Retta Concentrazione, cioè la meditazione per immergersi nella condizione di osservare con distacco i pensieri.
La pratica dell'Ottuplice sentiero spegne il desiderio di vita che è causa del dolore, libera l'anima dai residui delle incarnazioni precedenti e ci guida verso l'illuminazione attraverso la meditazione.
Testi canonici:
L'enorme letteratura che tramanda l'insegnamento di Buddha, è raccolta in due Canoni, denominati Pali e
Sanscrito.
Il Canone Pali, detto anche Tripitaka, composto di "Tre canestri"(libri scritti su fogli che
venivano deposti in una cesta) e contengono il compendio della dottrina di Buddha
- La prima cesta raccoglie le regole per comunità monastiche;
- la seconda cesta tramanda la recita dei sutra, che sono la base della meditazione;
- la terza cesta chiarisce i principali dogmi del Buddismo.
Il Canone Sanscrito, successivo alla morte di Buddha, è un corpo voluminoso di testi che presentano notevoli
diversità.
Fanno parte di questa raccolta la Sutra della perfetta sapienza e il Libro tibetano dei morti.









