CHIROMANZIA NEI SECOLI
È certamente nel Medioevo che l'arte della chiromanzia conobbe il massimo sviluppo.
Lo si deve soprattutto agli studi di Girolamo Cardano, che si innestarono sulla scia di altri illustri predecessori come Alberto Magno. In quest'epoca, la chiromanzia fu esercitata prevalentemente da donne che spesso aprivano nelle città dei veri e propri studi in cui si recavano le persone desiderose di un consulto. Nel frattempo erano anche giunti in Europa gli zingari, popolazione di origine indoeuropea che vantava una grande tradizione magica. Furono proprio loro che resero popolare l'arte della chiromanzia e, ancora oggi, ne sono in assoluto i maggiori depositari. Il primo trattato scritto di Chiromanzia comparve solo nel XIX secolo, per opera degli studiosi francesi D'Arpentigny e Desbarolles. Il loro merito fu quello di riordinare una materia che nei secoli si era notevolmente contaminata con pratiche che nulla avevano a che fare con l'arte degli antichi chiromanti. Essi ne rienunciarono le regole e riorganizzarono le equazioni simboliche, dando alla chiromanzia una sistematica stabile.
Se ancora oggi questa antica pratica sopravvive e vi si rivolgono innumerevoli persone, senza distinzione di ceto sociale, nel tentativo di leggere il proprio destino tra le pieghe della mano, ci devono essere dei precisi motivi, questo nonostante in ogni secolo abbia avuto i propri detrattori.
Lo si deve soprattutto agli studi di Girolamo Cardano, che si innestarono sulla scia di altri illustri predecessori come Alberto Magno. In quest'epoca, la chiromanzia fu esercitata prevalentemente da donne che spesso aprivano nelle città dei veri e propri studi in cui si recavano le persone desiderose di un consulto. Nel frattempo erano anche giunti in Europa gli zingari, popolazione di origine indoeuropea che vantava una grande tradizione magica. Furono proprio loro che resero popolare l'arte della chiromanzia e, ancora oggi, ne sono in assoluto i maggiori depositari. Il primo trattato scritto di Chiromanzia comparve solo nel XIX secolo, per opera degli studiosi francesi D'Arpentigny e Desbarolles. Il loro merito fu quello di riordinare una materia che nei secoli si era notevolmente contaminata con pratiche che nulla avevano a che fare con l'arte degli antichi chiromanti. Essi ne rienunciarono le regole e riorganizzarono le equazioni simboliche, dando alla chiromanzia una sistematica stabile.
Se ancora oggi questa antica pratica sopravvive e vi si rivolgono innumerevoli persone, senza distinzione di ceto sociale, nel tentativo di leggere il proprio destino tra le pieghe della mano, ci devono essere dei precisi motivi, questo nonostante in ogni secolo abbia avuto i propri detrattori.









