Gli studiosi contemporanei sono tutti concordi nel riconoscere che i primi sviluppatori della pratica della chiromanzia siano stati i cinesi e gli indiani di 3000 anni.
Questa disciplina affonda le sue radici nell'astrologia e sull'antica ipotesi secondo la quale i pianeti eserciterebbero un influsso sul corpo umano. Così alle linee e ai monti di una mano, al loro incrociarsi e intersecarsi corrisponderebbe un preciso influsso delle stelle cui un individuo è soggetto.
CHIROMANZIA E FILOSOFIA
In molti testi che trattano la Chiromanzia vengono citati frequentemente episodi storici che attestano quanto questa disciplina fosse tenuta in considerazione nell'antichità. Sembra certo che sia in Grecia sia nell'antica a Roma si conoscesse la materia e venisse applicata. Lo stesso Aristotele, uno dei padri della Filosofia antica, sembra essersene interessato nei suoi studi di medicina.
Sfruttando le basi della chiromanzia, mise in evidenza il rapporto tra linea della vita e longevità. Una leggenda vuole che, recatosi in Egitto, avesse trovato un manoscritto sulla chiromanzia che poi donò ad Alessandro il Grande. È questo il motivo per cui proprio ad Aristotele fu tradizionalmente attribuito il merito di aver importato la chiromanzia dall'Asia all'occidente.
Ma egli non fu l'unico grande pensatore che se ne interessò, tra i più noti troviamo Antistene, Adamanzio, Anassagora (che ne parla dal punto di vista anatomico), Plinio il Vecchio, Giovenale, Ippolito e Artemidoro di Daldio.









